Pensioni, montano le polemiche sull'adeguamento dell'età

Regolare Commento Stampare

Tito Boeri, presidente Inps, avvisa intanto che sarebbe "pericolosissimo toccare il meccanismo perché avremmo un ulteriore aggravio di spesa pensionistica che noi stimiamo in 141 miliardi di euro".

La Ragioneria generale dello Stato ha rilevato che interventi legislativi diretti non tanto a sopprimere esplicitamente gli adeguamenti automatici previsti dalla normativa vigente, ma a limitarli, differirli o dilazionarli, determinerebbero comunque "un sostanziale indebolimento della complessiva strumentazione del sistema pensionistico italiano volta a contrastare gli effetti dell'invecchiamento della popolazione", in quanto verrebbe messa in discussione l'automaticità e l'endogeneità degli adeguamenti stessi, per ritornare nella sfera della discrezionalità politica con conseguente peggioramento della valutazione del rischio Paese. "La Ragioneria finge di ignorare che l'Italia ha la maglia nera tra i paesi Ue per l'età di accesso alla pensione: ecco perché aumentarla ancora sarebbe una vera crudeltà per i lavoratori", sottolinea il sindacalista.

Il presidente dell'Inps, Tito Boeri, in una dichiarazione rilasciata al Gr1 della Rai è tornato sul tema dell'adeguamento automatico dell'età pensionabile all'aspettativa di vita, giudicandolo necessario perché, in caso contrario senza la crescita progressiva dell'età anagrafica per l'accesso alla pensione: "Le pensioni sarebbero più basse e quindi non è neanche nell'interesse dei lavoratori più deboli". "A quel punto uscirebbero con delle pensioni più basse" visto il funzionamento del sistema contributivo. Per Boeri "se uno percepisce la pensione più a lungo perché si vive più a lungo", è giusto anche che contribuisca "più a lungo al sistema, altrimenti il sistema non riesce a reggere". Già oggi, effettivamente, l'età di uscita dal mondo del lavoro è la più alta dell'intero continente (ad eccezione della Grecia dove è stata portata a 67 anni) mentre per il segretario confederale Cisl, Maurizio Petriccioli, responsabile delle politiche previdenziali del sindacato, si tratta di rinvio "necessario e sopportabile", che ha un consenso trasversale in Parlamento. Ecco che, aggiunge, "l'intervento della Ragioneria Generale" su questo "argomento cosi delicato, somiglia molto, con tutto il rispetto, ad un consiglio che le volpi possono dare alle galline per vivere più a lungo".

Ragioneria dello Stato: pensioni a 67 anni dal 2021 anche senza automatismo.

E inoltre si può leggere: "Ciò non solo perché la previsione di requisiti minimi, come quelli sull'età, è condizione irrinunciabile per la sostenibilità, ma anche perché costituisce la misura più efficace per sostenere il livello delle prestazioni". Ecco che l'effetto "cumulato risulta di 21 punti di Pil al 2060 e di 23,4 punti al 2070".