MotoGP, Dovizioso: "In Austria potrei sfruttare al meglio la nuova carena"

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Nello scorso GP della Repubblica Ceca è andata in scena una delle situazioni che tutti i piloti della MotoGP vorrebbero evitare: il flag-to-flag, cioè il cambio moto quando le condizioni della pista cambiano dal bagnato all'asciutto (o viceversa). Dietro di lui due spagnoli: Maverick Viñales con un ritardo di +0.234 e Dani Pedrosa staccato invece di +0.428. Il campione del mondo 2015 è comunque riuscito a tenere alle spalle l'uomo che lo ha seguito nell'albo d'oro della classe regina, ovvero Marc Marquez, che ha chiuso la seconda sessione odierna in sesta posizione.

Non c'è tempo per riposarsi e Valentino Rossi riparte dopo il flag to flag di Brno.

Oltre ai cambiamenti aerodinamici, in Austria la Yamaha ha portato anche le nuove forcelle con il fodero interamente in carbonio, ma lo spagnolo Vinales ha scelto di non usarle: "Non ho avvertito nessun vantaggio, mi sento molto a mio agio con le vecchie e quindi non ho voluto rischiare di modificare troppo il mio feeling con la Yamaha". Dobbiamo migliorare l'accelerazione, soprattutto rispetto alle Ducati. Varia relativamente anche il distacco, che si assesta sugli otto decimi e mezzo dal tempo di Dovizioso. Queste erano state inventate da Ducati, con il direttore generale del Reparto Corse Gigi Dall'Igna in prima fila nel sostenerne la sicurezza, purtroppo la federazione ha preferito seguirel'opinione della case giapponesi e dal 2017 gli "spoiler" sono spariti dalle carene della MotoGP.

In Moto 3 il migliore degli italiani è Bastianini, terzo, che ha preceduto Fenati buon quarto praticamente all'esordio (quasi) sul tracciato dove lo scorso anno fu cacciato dal team Sky by VR46. Sedicesimo, infine, un Andrea Iannone che teme di dover vivere un altro weekend di passione.