In Venezuela, Trump non esclude opzione militare

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Lo stesso giorno la conferenza costituzionale ha deciso di anticipare ad ottobre prossimo le elezioni generali previste per dicembre. Non manca neppure la disponibilità espressa dai paesi firmatari nei confronti dei loro ispiratori nordamericani ad appoggiare qualsiasi tentativo di destabilizzazione del Venezuela: nel documento si parla infatti di appoggiare "in modo urgente e in un quadro di rispetto verso la sovranità venezuelana" ogni possibile "negoziazione credibile" per arrivare in modo pacifico alla "restaurazione democratica nel Paese". "Maduro ha scelto piuttosto la via della dittatura".

Anche Jens Modvig, responsabile del Comitato contro la tortura presso le Nazioni Unite, eprime preoccupazione per quanto sta accadendo in Venezuela e a tal proposito, ha chiesto un incontro con le Autorità locali per affrontare il tema del "deterioramento dei diritti umani nel Paese". "Abbiamo diverse opzioni per quel che riguarda il Venezuela, compresa quella militare se necessario: abbiamo soldati sparsi per tutto il mondo, in posti anche molto lontani". A fronte delle parole dette dal presidente Usa, il Pentagono sostiene di non aver ricevuto alcun ordine relativo alla "opzione militare". Questa relazione, ha dichiarato il ministro degli Esteri venezuelano Jorge Arreaza, "usa sistematicamente menzogne infondate, accuse tendenziose e diffonde false ipotesi sulla realtà venezuelana".

Nel frattempo si allarga il cerchio degli stati sudamericani ostili al regime venezuelano, con le notevoli eccezioni di Cuba, Nicaragua e El Salvador.

Il 5 agosto l'Organizzazione degli Stati Americani (OAS) ha lodato la decisione del MERCOSUR, appoggiata da Argentina, Brasile, Uruguay e Paraguay, di sospendere il Venezuela, definendola "una presa di posizione esemplare".

Immediata la risposta del Paese latino-americano.

Intanto nel paese continua forte la protesta e la repressione con scontri e violenze, tanto che sono oltre 120 le vittime, spesso giovani uccisi a sangue freddo dai 'colectivos', gruppi di paramilitari che fiancheggiano il presidente.