Agguato di mafia nel foggiano, 4 morti: due erano solo testimoni

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Nell'auto presa di mira dai sicari un Maggiolone, c'era anche il cognato che gli faceva da autista: non si sa se fosse anche lui un obiettivo ma sta di fatto che è rimasto ucciso sul colpo, come il Romito.

Quattro persone sono morte in un un agguato tra Apricena e San Marco in Lamis, in provincia di Foggia.

Il boss e il cognato erano a bordo di un Volkswagen di colore nero mentre i due contadini a bordo di un Fiorino Pick up bianco. Al delitto hanno involontariamente assistito Luigi e Aurelio Luciani, contadini e fratelli di San Marco in Lamis di 47 e 43 anni, entrambi incensurati.

"Quello che è accaduto - dice il sindaco di San Marco in Lamis Michele Merla - è terribile, non ci sono altre parole per descrivere quanto successo".

Un'ipotesi che prende corpo e sostanza anche alla luce della circostanza, ancora tutta da vagliare, secondo la quale, una terza persona - una donna, turista straniera in transito sulla Pedegarganica - sia stata "graziata" dal commando: minacciata con le armi, la donna sarebbe stata costretta ad allontanarsi nonostante fosse da ritenersi, anche lei, una "testimone scomoda" dell'agguato al pari delle altre due vittime. Uno dei due contadini ha cercato anche di fuggire a piedi ma i killer non hanno avuto nessuna pietà e hanno continuato a sparare. Un agguato letale che ha causato 3 morti e un ferito gravissimo, morto poco dopo il ricovero all'ospedale di San Severo.

Il movente è la vendetta.

Secondo una prima ipotesi potrebbe trattarsi di una vendetta mafiosa nell'ambito di una guerra fra cosche. Dall'inizio dell'anno sono 17 gli omicidi avvenuti nel territorio foggiano.

L'agguato mortale nel foggiano si è consumato nelle vicinanze della stazione ferroviaria di San Marco in Lamis. Domani pomeriggio incontreremo il capo della Polizia Gabrielli e il ministro Minniti. L'incontro è in programma in prefettura alle 16.

Strage di mafia nel Foggiano.