Tragedia in Campania: muore mentre gli demoliscono la casa

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L'abbattimento dell'immobile, presunta causa dell'infarto ai danni dell'uomo, ha riguardato molte delle abitazioni abusive in località Campolongo.

Il pensionato - che viveva con un sussidio statale dopo il trapianto di un rene - abitava insieme con la moglie, Maria Izzo e con i tre nipoti, minorenni.

Un caso bizzarro e un epilogo purtroppo tragico a Eboli (Salerno): un 64enne è morto di infarto mentre gli stavano demolendo la casa abusiva, dopo l'avviso e lo scontro con lo Stato che durava addirittura dal 1998 proprio per quella struttura completamente abusiva. I funerali si sono celebrati questa mattina nel comune salernitano. Sentimenti di cordoglio per quanto è accaduto, sono stati espressi dal sindaco di Eboli, Massimo Cariello, che ha dichiarato: "E' un grande dolore per tutti noi". Abbiamo ereditato una situazione di abusivismo edilizio drammatico.

I sanitari del 118 immediatamente allertati, una volta giunti sul posto hanno tentato il tutto per tutto pur di salvargli la vita ma è stato inutile, gni sforzo vano. Non solo; "in quella abitazione vivono tre bambini minorenni. Vedere anni di sacrifici distrutti da una burocrazia ottusa e formale gli ha provocato un dolore immenso" è il commento dell'avvocato del 65enne deceduto. "Era la prima e unica casa di proprietà di Salvatore Garofalo". Così annuncia le proprie dimissioni il senatore di Ala, Ciro Falanga, firmatario del disegno di legge sugli abbattimenti. La casa era abusiva ma secondo Cardiello c'erano almeno tre motivi per rinviare la demolizione. Il Movimento 5 stelle ha negato un rapido esame del provvedimento in sede deliberante, con evidenti scopi ostruzionistici, nonostante il testo abbia già avuto il via libera dai due rami del parlamento.