Riccardo Mariani: "Che sia ius soli finalmente!"

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"È la ragione - ha aggiunto - per la quale saremo martedì davanti al Senato a manifestare contro lo ius soli ed è la ragione per la quale invitiamo tutti a sostenere la raccolta di firme anche per un referendum abrogativo se la legge dovesse passare". "Mi auguro che il Parlamento lo faccia presto". "Per me non c'è destra e non c'è sinistra nel M5S, ma c'è solo di guardare i provvedimenti e capire se siano buoni o no. Non è il principio della legge che non ci piace, siamo stati su tutti diritti, ma in questa legge non c'è niente dello ius soli".

Facendo qualche ricerca e tornando indietro di qualche anno, precisamente al giugno del 2013, si scopre che il Movimento 5 Stelle ha depositato alla Camera un disegno di legge molto simile a quello in dirittura d'approvazione al Senato: primo firmatario il deputato M5S Giorgio Sorial, bresciano ma d'origine egiziana, con al seguito le firme di decine di parlamentari pentastellati a sostegno.

Cosa sensata e ragionevole, soprattutto se pensiamo al fatto che, in Italia, abbiamo una legge (Legge di Mirko Tremaglia...) che riconosce il diritto di voto a figli di bisnonni italiani anche se mai vissuti in Italia che, a malapena, pronunciano parole italiane eppure hanno il diritto di decidere su materie pubbliche di chi vive e lavora in Italia.

"So che c'è una parte dell'opinione pubblica - continua Gentiloni - che guarda con diffidenza a questa decisione". Non sottovalutiamo l'importanza della nostra cultura e della nostra identità. Nella legge si prevede che chi è nato in Italia possa diventarlo prima a talune condizioni, e quindi non si tratta dello Ius Soli americano. Si gioca la partita dell'immigrazione. Noi con questa gente, e lo abbiamo detto da quando siamo nati, non vogliamo avere nulla a che fare.

Ora, fa ovviamente sorridere che i 5 Stelle, che ogni tanto usano la parola d'ordine "sovranità", dicano che per fare una legge ci vuole l'accordo con il resto dell'Unione Europea. C'è invece un rapporto tra terrorismo e integrazione.

Quanto al tema immigrazione, Di Maio osserva: "Sul piano internazionale bisogna multare subito quei paesi Ue che non accettano le quote, stracciare il regolamento di Dublino secondo cui chi prima accoglie poi gestisce e istituire hub nei paesi di transito, come il Niger, dove accogliere i migranti e permettere loro di chiedere, se ne hanno diritto, asilo alla Ue". "Qui stiamo parlando di legare a un comune destino e a un sentimento nazionale bambini che giocano coi nostri figli, che hanno la pelle di colore diverso ma che parlano il dialetto bolognese o quello milanese, che frequentano le nostre scuole, che si sono diplomati".