NASA: Scoperti mondi alieni abitabili esterni al Sistema Solare

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Successivamente in una nota la Nasa ha detto che su 4.034 pianeti identificati da Kepler, 2.335 sono stati verificati come esistenti.

"Questa raccolta di dati di Kepler è unica - le fa eco Mario Perez della Nasa - perché è la sola a contenere una popolazione di questi analoghi simili alla Terra, pianeti che hanno più o meno le stesse dimensioni e la stessa orbita del nostro". L'incontro con gli scienziati dell'ente spaziale è previsto per le ore 11 (le 17 in Italia) e, secondo le prime indiscrezioni, si parlerà dei risultati ottenuti dal telescopio spaziale Kepler sull'atmosfera dell'ultimo esopianeta scoperto e il più somigliante, per caratteristiche, alla nostra Terra.

Dei 219 pianeti, 10 risulterebbero molto simili alla Terra per abitabilità, usufruendo della giusta distanza per poter avere acqua liquida sulla superficie planetaria.

"La ricerca di pianeti è la ricerca della vita", ha detto Natalie Batalha, scienziato della missione Kepler del centro di ricerca di Ames della NASA. UN PO' DI NUMERI Attualmente gli esopianeti scoperti fuori dal nostro Sistema Solare sono circa 3.500 e il numero aumenta sempre di più.

Grazie agli studi condotti attraverso il telescopio Kepler è stato inoltre possibile suddividere gli esopianeti più piccoli in due categorie: quelli di natura rocciosa, di dimensioni simili alla Terra, e quelli gassosi di dimensioni inferiori a quelle di nettuno. Ovvero: "Quanti sono i pianeti simili alla Terra, nella nostra galassia?". E' chiaro però che i frutti di queste scoperte saranno tangibili solo nei prossimi anni. Gli scienziati usando @NASAKepler hanno identificato 219 potenziali nuovi mondi. Questa suddivisione era usata da tempo dagli astronomi, ma non era mai stata formalizzata adeguatamente e aveva portato a qualche utilizzo improprio, che poteva complicare la catalogazione. Kepler è intanto entrato da qualche anno in una nuova missione, K2, anche se il telescopio è danneggiato e non può più svolgere pienamente le sue attività.

Isabella Pagano, astrofisico dell'Osservatorio di Catania, commenta gli ultimi dati della Nasa: "Ho letto la press release, è quello che mi appare più importante èil fatto che hanno rianalizzato tutti i dati di Kepler (anche quelli vecchi) rendendo più solide le conclusioni".