Milano, fece esplodere palazzina: Pellicanò condannato all'ergastolo

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È stato condannato all'ergastolo Giuseppe Pellicanò, il pubblicitario arrestato per aver svitato il tubo del gas della cucina del suo appartamento provocando un'esplosione nella palazzina di via Brioschi a Milano nel giugno 2016 e uccidendo la sua ex compagna Micaela Masella, la coppia di vicini di casa marchigiani, Chiara Magnamassa e Riccardo Maglianesi, e ferendo gravemente le sue due bimbe. La condanna è stata decisa dal gup Chiara Valori nel processo abbreviato. L'ergastolo era la richiesta di pena chiesta dal pubblico ministero Elio Ramondini per Pellicanò. Una pena che diventerebbe effettiva qualora la sentenza dovesse diventare definitiva. L'unico sconto è stato quello del rito abbreviato sull'isolamento diurno. Pellicanò è stato riconosciuto colpevole dei reati di strage e devastazione. La perizia psichiatrica d'ufficio ha accertato un vizio parziale di mente a causa di una forma di depressione. Ma il giudice milanese non ha tenuto conto dell'esito della perizia sullo stato di seminfermità mentale dell'imputato e lo ha anche condannato a 5 anni di libertà vigilata una volta finita di scontare la sua condanna. Il magistrato ha anche disposto provvisionali per circa 1 milione e 760 mila euro per la famiglia Masella: rispettivamente 350mila euro a testa per i genitori della ex compagna, 160mila euro per la sorella e 400mila euro a ciascuna delle due figlie della coppia, rimaste gravemente ustionate nell'esplosione. Tra le parti civili anche alcuni abitanti del condominio di Via Brioschi, gravemente danneggiato dalla deflagrazione: riceveranno una provvisionale di 3 mila euro ciascuno.

Dopo la lettura della sentenza sono scoppiati in lacrime e si sono abbracciati i familiari di Micaela Masella e dei due giovani Chiara Magnamassa e Riccardo Maglianesi. Il resto dei risarcimenti dovrà essere quantificato in sede civile.