Il Papa commemora don Milani e Mazzolari a Bozzolo e Barbiana

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L'omaggio alla tomba di don Milani si compie nel 50/o anniversario della sua morte, avvenuta il 26 giugno 1967, lo stesso anno in cui apparve "Lettera a una professoressa", scritta dal sacerdote con i suoi ragazzi della scuola di Barbiana, nell'alto Mugello.

Martedì 20 giugno 2017 papa Francesco si recherà in pellegrinaggio a Bozzolo (provincia di Mantova e diocesi di Cremona) e a Barbiana (provincia e diocesi di Firenze), per pregare sulle tombe di don Primo Mazzolari e di don Lorenzo Milani. "Siamo qui dalle 4 di questa mattina e la nostra attesa è stata premiata", gli ha detto un'anziana signora. Sopra la terra il cardinale gesuita a mani giunte, che arrivato "dalla fine del mondo" al soglio pontificio, ha lasciato tutti di stucco scegliendo di chiamarsi come il poverello di Assisi.

Una lunga intervista ad Alberto Melloni, autore dell'opera omnia intitolata "Tutte le opere", e a Eraldo Affinati, che ha scritto il libro "L'uomo del futuro" e che svelerà alcuni tratti inediti della vicenda umana, intellettuale e pastorale di Don Milani: dalle sofferenze dentro e fuori la comunità ecclesiale, alla predilezione per i poveri, dall'idea di scuola con la rivoluzione pedagogica nel segno del riscatto sociale dei bambini più vulnerabili, fino al testamento del "santo scolaro" per l'elevazione civile, e non solo religiosa, dei più piccoli. Quella dei poveri è definita da don Primo un'esistenza scomodante, e la Chiesa ha bisogno di convertirsi al riconoscimento della loro vita per amarli così come sono.

Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Ad accogliere Bergoglio ci sarà anche Michele Gesualdi, presidente della Fondazione don Milani. Il Papa arriverà da Bozzolo, prima tappa della giornata di Francesco in omaggio a don Primo Mazzolari.

Sul sagrato, infrangendo come nel suo stile il protocollo, ha stretto mani e posato per i selfie.

Espressioni analoghe Francesco ha utilizzato in un altro testo bellissimo dedicato al parroco di Bozzolo che Giovanni XXIII chiamava la "Tromba della Val Padana", la raccolta di articoli di don Primo Mazzolari curata da padre Leonardo Sapienza (il reggente della Casa Pontificia), il Papa ha scritto che "ci farà bene leggere e meditare queste pagine molto attuali". La storia del don Milani misconosciuto rimbalza sui giornali e ne dà una lettura esemplare lo storico cattolico Alberto Melloni (la Repubblica, 5/6/17), secondo il quale la democrazia e il cattolicesimo si sarebbero accaniti contro il priore di Barbiana, colpevole di aver perseguito strenuamente la realizzazione dell'art.

Si prepara un evento mediatico assimilabile alle fiction televisive che propinano preti detective e suore psicologhe.

"Per noi è un'ulteriore conferma del lavoro svolto, da anni, per custodire la memoria di don Primo, studiarne l'opera sacerdotale e culturale, e diffonderne il messaggio cristiano", don Bruno Bignami, presidente della Fondazione don Primo Mazzolari e postulatore della causa di beatificazione, racconta all'Agenzia Sir la "gioia" con la quale è stata accolta la notizia della visita di Papa Francesco a Bozzolo. Perché quello di Mazzolari e di Milani è stato un amore di uomini liberi, dimentichi di loro stessi.