Eboli. Uomo muore mentre gli demoliscono casa

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Dramma sabato mattina in via Caracciolo, a Campolongo (Eboli), dove un uomo di 64 anni, S.G le sue iniziali, è stato stroncato da un infarto mentre le ruspe gli demolivano la sua casa abusiva. E' successo a Campolongo, quartiere di case abusive a Eboli (Salerno). Tutta la zona agrigentina è una "roccaforte" del mattone selvaggio, qui il sindaco di Licata Angelo Cambiano ha avviato una guerra totale all'illegalità abbattendo tutto ciò che non è previsto dal piano regolatore ma attirandosi minacce di stampo mafioso (gli è stata incendiata la casa dei genitori e gli sono stati recapitati proiettili). Non appena sono iniziate le operazioni di recinzione del cantiere, Garofalo ha avuto un malore fatale: "Lo Stato si porterà sulla coscienza la morte del mio cliente" è il giudizio severo dell'avvocato Damiano Cardiello.

Il pensionato aveva subito il trapianto di un rene e viveva da solo con il sussidio statale. In una intervista all'Adnkronos, il legale è durissimo contro lo Stato: "L'ingiunzione parte dal 2008 - spiega - e lo scorso 23 maggio è stato notificato l'ordine di sgombero della casa, da attuarsi entro e non oltre il 7 giugno". L'anziano condivideva l'abitazione con la moglie Maria Izzo e i tre figli. Abbiamo ereditato una situazione di abusivismo edilizio drammatico. Dalla politica sorda alle esigenze dei più deboli io mi allontano.

Come racconta il portale Ottopagine, il senatore Ciro Falanga ha annunciato le dimissioni e queste sono le sue motivazioni: "Il provvedimento è all'esame della Commissione Giustizia della Camera. Un operaio invece muore dal dolore", queste le parole di Falanga. "E' un modo di fare becero dal quale sento di prendere con vigore le distanze", conclude.