Consip: si dimette vertice, Cda decade

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Martedì 20 giugno il caso Consip torna sotto i riflettori. Di conseguenza, essendo formato da tre componenti (l'altro è l'ad Luigi Marroni) decade l'intero board della società controllata dal Mef. Non la pensano così le opposizioni. "È del tutto evidente che la vicenda di Luca Lotti - si legge nella mozione - e quella dell'ad Luigi Marroni siano indissolubilmente intrecciate, che uno dei due abbia mentito davanti all'autorità giudiziaria e davanti all'opinione pubblica". L'Ad Luigi Marroni, non ci pensa minimamente e dice che lui, se non lo tolgono, non si dimette. A quanto pare Marroni non ha intenzione di lasciare. Lo dichiara il senatore di 'Idea' Andrea Augello. È altrettanto chiaro che fino a quel momento il Governo potrebbe perfino respingere le uniche due lettere di dimissioni fin qui effettivamente pervenute, cioè quella del neoindagato ex Presidente e dell'ultimo consigliere di amministrazione ancora in carica.

Con un'abile operazione a tenaglia il Pd è riuscito per qualche ora a spegnere i riflettori che stavano per riaccendersi sul filone "Consip-fuga di notizie" che chiama in causa l'entourage di Matteo Renzi, ma nei prossimi giorni il leader democratico sarà egualmente chiamato a gestire una vicenda che rischia di creargli nuovi grattacapi in termini di immagine.

La mossa di via XX Settembre non è detto però che riesca a scongiurare il confronto parlamentare. "Abbiamo calendarizzato la discussione martedì mattina alle 11".

Ma qual è la colpa di Marroni? Venerdì, invece, il presidente di Consip ha cambiato versione e la sua posizione è mutata da testimone a indagato. "Ci vedremo in settimana ma non credo che parleremo delle dimissioni perché sono un tema non di nostro interesse ma una scelta personale".

Un terremoto politico-giudiziario ruota intorno al presidente della Consip Luigi Ferrara. La procura avrebbe quindi deciso di iscriverlo nel registro degli indagati per aver fornito false informazioni. In altre parole non avrebbe confermato al procuratore aggiunto Paolo Ielo e al sostituto Mario Palazzi quanto già affermato ai pm partenopei.