Scuola decine di migliaia di docenti supplenti senza stipendio

Regolare Commento Stampare

A Padova un professore in congedo dall'inizio dell'anno scolastico si è presentato a scuola il 23 dicembre, ossia esattamente l'ultimo giorno prima della chiusura natalizia, per poi assentarsi di nuovo il 9 gennaio alla riapertura delle scuole. Il prof aveva diritto di rientrare e pure di riassentarsi, ma era opportuno farlo?

Adesso si parla anche di interrogazioni parlamentari, mentre il Miur si difende e spiega che la responsabilità del disservizio è del MEF: parliamo del mancato pagamento degli stipendi a diverse decine di migliaia di supplenti. Dal 12 settembre 2016 (primo giorno di scuola), infatti, lei era assente e noi ci siamo impegnati, con mille difficoltà, per trovarle un sostituto.

Per tre mesi gli studenti sono rimasti senza insegnante, finché il 2 dicembre non è arrivata la supplente.

Si permette ai collaboratori scolastici di lasciare il loro posto per accettare supplenze come assistenti amministrativi anche quando sono palesemente incapaci; si permette (da sempre) al personale della scuola di chiedere un trasferimento e, subito dopo averlo ottenuto, chiedere di rientrare alla sede di partenza ed essere accontentati caricando di inutile lavoro gli uffici e rendendo difficile il servizio; si assumono docenti di materie che non si insegnano nelle scuole in cui lavorano (questo nell'ambito di una imponente operazione di assunzione tesa a eliminare il precariato) e si impone ai presidi di sostituirli, in caso di rinuncia, con docenti della stessa classe di concorso invece di cancellare per sempre la medesima. Lei, professore, è stato qui un solo giorno, per sparire subito. - si legge nella lettera - Gli studenti e i loro genitori vorrebbero ora dare almeno un senso al danno ingiusto che hanno subito: nessun insegnante per settimane, poi finalmente un docente bravo, poi finalmente il titolare, poi di nuovo chissà... "Giovane, entusiasta e coinvolgente", scrive la dirigente dell'istituto. Gli studenti erano contenti, i genitori confortati. Ma purtroppo, professore, io non trovo parole per spiegare: vuole dirlo lei, per favore? Professore, io mi impegno a trasmettere le sue parole ai ragazzi e ai loro genitori che, insieme a me, si chiedono: cosa è venuto a fare?

Che la porti lui direttamente l'ultimo giorno prima delle vacanze di Pasqua riaffacciandosi a scuola? .