Cyberspionaggio a Roma: rimosso il capo della polizia postale

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Quello che forse il Capo della Polizia Gabrielli non sa è che nei mesi scorsi la Polizia Postale sotto la "gestione Di Legami" distaccò 4 suoi uomini del Servizio Centrale Operativo presso la segreteria particolare del Presidente della Camera Boldrini, la quale pretese ed ottenne un monitoraggio costante e continuato del suo nome sui socialnetwork, dove viene costantemente deriso ed attaccata.

Il capo della Polizia ha deciso in serata la rimozione di Di Legami, responsabile dell'inchiesta sul cyberspionaggio, per divergenze con il vertice.

Un poliziotto è accusato di favoreggiamento nell'ambito dell'inchiesta sul cybercrime per cui sono finiti in carcere Giulio Occhionero e la sorella Maria Francesca.

A finire nella rete degli Occhionero sono stati l'ex premier Mario Monti, vertici di istituzioni come il presidente della Bce Mario Draghi e l'ex comandante generale della Guardia di Finanza, Saverio Capolupo, religiosi come il cardinal Gianfranco Ravasi, enti come l'Enav e la Regione Lazio. L'agente, in particolare, avrebbe dato notizie utili a Occhionero.

A quanto scrive il Gip nell'ordinanza di custodia cautelare, l'attività di dossieraggio messa in piedi da Occhionero "risulta essere del tutto coerente" con i suoi "interessi personali così come scaturiscono dal contenuto delle conversazioni oggetto di intercettazione e dall'indubbio legame con gli ambienti della massoneria italiana, in quanto membro della loggia 'Paolo Ungari - Nicola Ricciotti Pensiero e Azione' di Roma, della quale in passato ha ricoperto il ruolo di maestro venerabile, parte delle logge di Grande Oriente d'Italia".

Nelle mani degli esperti della polizia postale c'è un database con oltre 18.327 username catalogati in 122 categorie: politici, affari, massoni, ecc. I server in cui i due avevano immagazzinato le informazioni raccolte sono stati sequestrati negli Stati Uniti dall'Fbi.