All'Ospedale di Nola pazienti curati sul pavimento, De Luca apre indagine

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"Si accomodino, vedremo. L'Italia è uno strano Paese.".

Per l'episodio sono stati sospesi tre medici, il direttore sanitario del nosocomio, Andreo de Stefano, ed i responsabili del pronto soccorso e della medicina d'urgenza, Andrea Manzi e Felice Avella. In ospedale ci sono soltanto 17 barelle: altre, richieste da tempo, non ne sono mai arrivate.

Visita dei Nas in ospedale I carabinieri del Nas erano stati inviati oggi dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin all'ospedale di Nola dopo le denunce sulle condizioni in cui sono stati accolti sabato scorso alcuni malati: adagiati su materassi e coperte per terra. Ieri il governatore affermva che "occorre rigore". Attacchi espliciti alla gestione De Luca. "Avendo infatti la politica tagliato organici e risorse, ci sono sempre meno medici e si fatica a recuperare, anche se di contro aumentano i carichi di lavoro soprattutto nei Pronto Soccorso". Lo dice Valeria Ciarambino, capogruppo del M5S che, nel ribadire piena solidarietà ai pazienti e agli operatori sanitari dell'ospedale di Nola pone una questione politica: "A maggio scorso quando è stata approvata la legge regionale che metteva nelle mani del presidente le nomine dei direttori generali di Asl e ospedali, dinanzi alle nostre proteste De Luca in aula affermò solenne che si assumeva ogni onere e ogni responsabilità politica delle sue nomine". Dimesso, l'uomo torna a casa ma i dolori non passano. "Abbiamo preferito curare le persone a terra piuttosto che non dare loro assistenza".

Cosa è successo la sera del grande gelo? A suo giudizio le immagini mostrate in tivù "non hanno dato una bella immagine dell'ospedale, ma era l'unica soluzione per far fronte all'emergenza". "L'altra donna è stata invece posizionata in quel modo per bloccare i conati di vomito che rischiavano di soffocarla". In che condizioni e con quali sacrifici per pazienti e operatori, ormai è sotto gli occhi di tutti.

Dunque, lei non si spiega lo scandalo? Numeri così rilevanti ne fanno una delle strutture più importanti della Campania.

Possibile che non sapeva che a Nola non c'erano neppure barelle? "Un'emergenza senza precedenti da queste parti".

Ancora sull'emergenza: "Qui arrivano persone dall'Agro sarnese, dal Vesuviano, dal Nolano, dall'Avellinese, dall'Acerrano, per un'utenza di circa 300 mila persone".

"Sì, l'ho detto e lo ripeto". A quell'immagine si risponde non con burocratici palleggiamenti di responsabilità e indagini per individuare per individuare il capro espiatorio di turno che poi magari sarà l'ultimo medico che lavora 12 ore al giorno in un pronto soccorso di frontiera. "E lo scriva, la prego".