Statali, busta paga più pesante di 85 euro con rinnovo contratti

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I sindacati chiedono che gli aumenti salariali non siano inferiori agli 85 euro.

Sul fronte del rinnovo dei contratti del comparto della Pubblica amministrazione inizia a smuoversi qualcosa, anche se molto lentamente. Dal governo sarebbero arrivate aperture, che verrebbero riportare in un documento, un testo in cui sancire i punti di contatto. La decisione, del resto, è arrivata alla vigilia del voto costituzionale che, in caso di vittoria del sì, modificherebbe anche il titolo V della Carta, dando al governo centrale una "clausola di supremazia" sulle Regioni, in modo da evitare inciampi. Marianna Madia si augura che oggi sia "una giornata produttiva e proficua". "Si sta chiudendo su un accordo che prevede l'assegnazione di un salario che non copre nemmeno l'inflazione, come certificato nelle scorse settimane dalla Corte dei Conti", afferma il Presidente dell'Anief, Marcello Pacifico, ricordando anche che "si aggira pure la sentenza della Consulta (sulle pensioni quali retribuzioni differite), di un anno e mezzo fa, che ne impone, per analogia, la perequazione automatica al di là della firma del contratto: come indicato anche dalla Consulta, un anno fa, che ha reputato illegittimo il blocco dei contratti e degli stipendi pubblici".

Relativamente al rinnovo dei contratti nel pubblico impiego, fermi da 7 anni, la ministra della pubblica amministrazione, Marianna Madia, ha promesso un incremento medio pro capite di 85 euro. Al momento il confronto a Palazzo Vidoni e' sospeso, secondo quanto riferiscono i sindacati. "Siamo pronti a stilare un accordo importante per i lavoratori pubblici e per il Paese e speriamo di essere convocati tra qualche ora" sostiene. Negli ultimi mesi è stato proprio quello dello stanziamento per il rinnovo dei contratti statali uno dei nodi da sciogliere tra governo e sindacati.

Per questi motivi, Anief-Cisal invita i lavoratori della scuola e del pubblico impiego a ricorrere per recuperare per via giudiziaria quell'indennità di vacanza contrattuale che altrimenti verrà persa per sempre.