Referendum: Renzi, con sì più stabilità, ultimo giro giostra per Paese

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Si riferiscono Grillo e Toninelli alla "falsa scheda elettorale del Senato" mostrata dal premier durante una diretta Facebook e a proposito della quale il leader M5d dice: "Se non esiste nessuna legge elettorale per i senatori e la sua riforma dice che saranno votati dai consigli regionali, come può esistere una scheda per il Senato?".

Prima c'erano solo le bufale, le tesi complottiste e tutta una serie di teorie pseudo-scientifiche: dalle scie chimiche ai vaccini che provocano autismo o fanno diventare gay, dal falso sbarco sulla Luna ai microchip sotto pelle fino ai più classici complotti sull'11 settembre o al consiglio di umettare la matita copiativa in dotazione alle urne elettorali per rendere il voto indelebile. Non c'è neppure scritto facsimilè proprio perché non esiste un documento originale, ma viene spacciata come vera.

"Grillo ha detto che sulla scheda perl'elezione dei futuri senatori stiamo facendo un abuso, unatruffa". Vorrei in campagna elettorale il massimo della tranquillità, senza polemiche. Rispondo nel merito: questa scheda i cittadini la potranno avere se passa la proposta Chiti. Potranno essercene altre ma alle prossime elezioni per il Senato comunque i cittadini voteranno con una scheda i senatori.

A stretto giro arriva la replica del premier: "Dico a Grillo che se vogliono andare in tribunale per denunciarmi, facciano pure". Domani sono a Palermo e la strada per il tribunale la conoscono, perché ultimamente ne hanno chiamato qualcuno.

Conclusione del premier: "Le accuse di non democrazia sono, purtroppo per i grillini, false". E in questo clima s'inseriscono anche le sentenze della Cassazione (ieri ha bocciato il ricorso del Codacons) e del Consiglio di Stato (ieri ha confermato la sentenza del Tar che ha bocciato il ricorso De Petris-Crimi sul quesito referendario).

Franceschini meglio di Renzi sa mediare con l'opposizione, meglio di Renzi sa muoversi in parlamento e dentro il Pd, meglio di Renzi tranquillizzerebbe i vincitori del referendum. Una delle maniere renziane per aggiudicarsi la partita è stata quella di cancellare il cosiddetto "combinato disposto" tra riforma costituzionale e Italicum. Del resto, escludendo lo scioglimento delle Camere, un nuovo esecutivo dovrebbe necessariamente godere di una maggioranza politica più larga dell' attuale, sia per riscrivere la legge elettorale e sia per portare il Paese al voto. E domenica uno dei due, Beppe o Matteo, finirà ko.