Accordo Governo-sindacati: per ora solo proteste

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"Il testo condiviso con il governo è un primo importante risultato che premia le mobilitazioni dei lavoratori pubblici di questi anni e, se concretizzato, lascia alle spalle una stagione di legislazione punitiva del lavoro pubblico aprendo la strada alla valorizzazione e contrattualizzazione dei dipendenti pubblici". Il ministro della Pubblica Amministrazione, Marianna Madia, ha così commentato: "L'aumento è di 85 euro medi, abbiamo insistito sul fatto che siano medi".

Aspetti positivi che, per la verità, si comprendono solo se si considera la particolare situazione politica ed economica del momento.

"Il fondo per la P.a previsto in manovra destinerà la quota prevalente" al rinnovo dei contratti, per incrementi contrattuali in linea a quelli riconosciuti mediamente ai lavoratori privati e comunque non inferiori a 85 euro mensili medi.

Secondo una nota di Cgil-Fp, "dopo sette anni di blocco della contrattazione si interviene correggendo le norme introdotte dalla legge Brunetta e dalla buona scuola che limitavano la contrattazione ridandole ruolo e titolarità".

Un accordo che riconosce il valore del lavoro pubblico e valorizza le professionalità - è il commento di Antonio Foccillo, Michelangelo Librandi, Nicola Turco, Sonia Ostrica e Pino Turi, rispettivamente segretario confederale UIL, segretari generali di UIL FPL, UIL PA, UIL Rua e UIL Scuola dopo la firma dell'accordo di oggi a Palazzo Vidoni. Saranno evitate penalizzazioni per chi ha già diritto al bonus di 80 euro, una platea che per la Madia ammonta a circa 200 mila persone. Entriamo per fare un buon accordo che finalmente dopo sette anni sblocchi il contratto e valorizzi innovazione e produttività. Non è detto dunque che gli aumenti saranno uguali per tutti.

Per i sindacati, un punto importante è "anche l'introduzione nel settore pubblico di welfare contrattuale con misure che integrano le prestazioni pubbliche". Il nuovo accordo, però, è coraggioso, e c'è da sperare che ad animarlo non sia solo l'adrenalina pre-referendum. Inoltre, di finanziare la contrattazione di secondo livello per organizzare meglio la pubblica amministrazione. L'intesa di ieri ha il merito di non aggirare il problema, ma di affrontarlo in modo abbastanza diretto mettendo nero su bianco l'obiettivo di costruire parametri oggettivi, e misurabili in termini di servizi ai cittadini e non di chiacchiere da convegno, sulla base dei quali articolare la distribuzione delle risorse. Le tre confederazioni chiedono anche che l'eventuale accordo valga per tutti i comparti pubblici e, quindi, anche per la scuola.