Veronesi: figlio Alberto, non ha voluto essere curato alla fine

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A raccontarlo è il figlio di Umberto Veronesi, Alberto, oggi a Milano alla camera ardente allestita per l'oncologo.

Il feretro è stato sistemato nella sala Alessi.

Giunto alla fine dei suoi giorni, Umberto Veronesi, non ha voluto cure che allungassero di qualche unità quei giorni. Il sindaco di Milano Giuseppe Sala ha portato per primo il suo saluto alla famiglia.

Questa mattina, già prima dell'apertura della camera ardente, erano in tantissimi già in coda per portare l'ultimo saluto all'oncologo. "Di lui ho sempre ammirato la capacità di esprimere un'opinione anche originale ma sempre pensata, coraggiosa". "Per tutta la vita non ha mai rinunciato a svolgere una funzione di guida coraggiosa". "Non ha voluto alcun prolungamento, solo andarsene in pace".

"Se ne è andato in modo naturale - ha aggiunto il figlio - nessuno pensava che ci sarebbe stato un decorso così rapido. Invece, adesso, ricordiamo l'ultimo compleanno in cui ha raccontato tutta la sua vita". Quello che "vediamo fuori di è l'affetto enorme di tante persone che sono state salvate da papà - ha detto commentando il flusso costante di persone che arrivano alla camera ardente -". Proprio con la musica il figlio del celebre oncologo renderà omaggio al padre, nella giornata di domani, prima dei discorsi ufficiali delle autorità. "Purtroppo i pazienti non possono aspettare e sono dovuto andare a operare".

Il rettore dell'università degli studi di Foggia, Maurizio Ricci, "a nome personale e dell'intera comunità accademica", esprime in una nota "profondo cordoglio" per la scomparsa di Umberto Veronesi al quale, si ricorda, l'ateneo "conferì nell'anno 2011 la laurea honoris causa in Odontoiatria e Protesi dentaria". Lorenzo Lo Muzio, direttore del Dipartimento di Medicina clinica e sperimentale e della Clinica odontoiatrica, promotore dell'iniziativa.