Usa, proteste anti-Trump: "Not my President"

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"Incontrerò il presidente in pectore Trump".

Le manifestazioni più grandi ci sono state a New York, dove i manifestanti hanno marciato lungo la Sixth Avenue dove si trova l'abitazione del nuovo presidente Usa per poi raggiungere gli ingressi della Trump Tower, e a Chicago dove la folla si è riversata lungo le vie principali del centro nelle ore di punta, bloccando il traffico.

La campagna elettorale dai toni fortissimi e la pesante rottura che Trump crea nel paese sono gli ingredienti di un cocktail esplosivo che potrebbe portare la situazione a deteriorare. Tutta l'area dove si trova la residenza del nuovo presidente, uno dei cuori pulsanti dello shopping e del turismo a Manhattan, è blindatisssima. Almeno 13 persone sono state arrestate a Los Angeles. L'isolato della Trump Tower e' circondato da camion 'anti-bomba' pieni di sabbia e da decine di agenti alcuni in tenuta antisommossa. Questi ultimi presidiano anche l'ingresso della residenza della famiglia Trump. Poi in Italia sono state riportate quasi ed esclusivamente solo le sensazioni che arrivavano dagli Stati a prevalenza democratica - prosegue - come lo Stato di New York o della California, per i quali il fatto che Trump potesse diventare presidente era vista come una cosa assolutamente impossibile, ma non sono mai stati fatti notare tutti quegli Stati, come per esempio il Texas, che erano assolutamente pro Trump.

Decine di migliaia di persone al grido di 'Not My President' sono scese in strada in tutti gli Stati Uniti per protestare contro l'elezione di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti. Ma proteste anche a Seattle, Portland, Oakland, San Francisco, Los Angeles, Boston, Philadelphia, Detroit e Austin.

A Washington diverse centinaia di dimostranti si sono riunite di fronte alla Casa bianca per una veglia a lume di candela, sfidando la serata fredda, e hanno criticato quello che hanno definito razzismo, sessismo e xeonofobia del candidato eletto.

Intanto oggi Trump sarà ricevuto alla Casa Bianca da Barack Obama. Ad attendere Trump ci sarà un Congresso 'amico'. Tra i nomi individuati ci sarebbero l'ex sindaco di New York Rudi Giuliani, in pole, come ministro della giustizia, e il deputato Duncan Hunter come possibile capo del Pentagono.