Ungheria: nuovo stop alle politiche di Viktor Orban sui rifugiati

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Dopo il tentativo con il referendum del mese scorso (che non ha raggiunto il quorum), nel parlamento ungherese non è stata infatti raggiunta per due voti la maggioranza qualificata necessaria a far passare l'emendamento. Determinante per la sconfitta di Orban è stato il partito dell'estrema destra di Jobbik che ha boicottato i. Il Parlemento rimanda al mittente la proposta di riforma costituzionale voluta dal primo ministro Viktor Orban per bloccare la ricollocazione Ue dei richiedenti asilo. Orban insisteva per inserire nella "Legge fondamentale" (la Costituzione) un divieto di insediamento in massa di stranieri in Ungheria e una nuova definizione della sovranità nazionale per creare un ulteriore ostacolo legale contro future decisioni dell'Ue sulle quote obbligatorie di ripartizione dei migranti. Il quesito era così formulato: "Vuole che l'Ue possa prescrivere l'insediamento obbligatorio di cittadini non ungheresi anche senza il consenso del Parlamento ungherese?".

La sconfitta in Parlamento di Orban però non pare sia arrivata per merito di uno spirito europeista e liberale del Paese, anzi! Il mancato appoggio di Jobbik era previsto; in cambio del suo sostegno il partito aveva chiesto all'esecutivo la soppressione dei "titoli di insediamento", si parla della possibilità per i cittadini stranieri di acquisire il diritto di vivere in Ungheria comprando buoni speciali del tesoro a un prezzo di 300.000 euro. Perciò, è sceso a patti con i nazionalconservatori, populisti e antieuropeisti di Jobbik. Il partito di Orbán, Fidesz, aveva già annunciato che non avrebbe ceduto a quello che è stato definito un "ricatto".