Morto Umberto Veronesi, simbolo della lotta al cancro

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Fino all'ultimo è stato circondato dall'affetto dei suoi familiari, della moglie e dei figli (ne aveva 7). Di cosa si occupa? Le sue condizioni di salute si sono aggravate negli ultimi giorni.

Nato a Milano nel 1925, si laurea in medicina e chirurgia nel 1952, presso l'Università Statale di Milano, successivamente decide di dedicarsi allo studio e alla cura dei tumori: dopo alcuni soggiorni all'estero (Inghilterra e Francia) entra all'Istituto Nazionale dei Tumori come volontario e ne diventa direttore generale nel 1975. Oncologo e politico italiano, è stato il fondatore e Presidente della Fondazione che porta il suo nome. "Scienza e fede non possono andare insieme - ha affermato ad esempio l'oncologo - perchè la fede presuppone di credere ciecamente in qualcosa di rivelato nel passato, una specie di leggenda che ancora adesso persiste, senza criticarla, senza il diritto di mettere in dubbio i misteri e dogmi che vanno accettati o, meglio, subiti". "Gli appassionati interventi di Umberto Veronesi al Palazzo del Quirinale, davanti al Capo dello Stato e alla platea di rappresentanti delle istituzioni e del mondo della scienza, facevano breccia nei cuori delle persone e moltiplicavano l'impegno collettivo a sostegno della missione di AIRC". Lui che nella vita, con ferma determinazione ma senza alcuna violenza, ha sempre scelto le vie più difficili ma che lui riteneva vincenti. "Ci mancherà" ha detto il premier Renzi. Veronesi, da agnostico qual era, ha sempre legato l'immortalità alle sue opere e ai figli, sette, come espressione del suo Dna. Noto in tutto il mondo per le sue ricerche e per l'umanizzazione delle cure oncologiche avrebbe compiuto 91 anni il prossimo 28 novembre. Simbolo della lotta contro il cancro, Veronesi ha impresso una spinta decisiva all'oncologia italiana.

"Prevenzione, ricerca e cura".

Nel dopoguerra Veronesi decise di entrare nell'Istituto dei Tumori di Milano.

Europeo di Oncologia (Ieo).Veronesi è stato il primo teorizzatore della 'quadrantectomia' ovvero la tecnica per l'asportazione del tumore al seno, meno invasiva della mastectomia, dimostrandone la validità terapeutica ma anche il migliore impatto psicologico sulla paziente.

Dal 1976 al 1994 Veronesi è stato direttore scientifico dell'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. Veronesi è stato anche sostenitore del testamento biologico e dell'eutanasia nel caso particolare di malati terminali. Nel 2010 fu nominato presidente dell'Agenzia per la sicurezza nucleare italiana, dimettendosi dall'incarico di senatore, ma nel 2011 lascio' l'agenzia in polemica con il governo. In qualità di ministro si è battuto in particolare per una legge antifumo, ma è ricordato dai cittadini per aver abolito qualsiasi ticket dalle medicine.

Fra le varie campagne promosse da Veronesi anche quella, cominciata nel '95, per la depenalizzazione e la legalizzazione delle droghe leggere con l'obiettivo di giungere ad una regolamentazione dei derivati della canapa, soprattutto per uso terapeutico.